un soffio di toscana
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un soffio di toscana  
agriturismi e tipicità
                 La Valle del Diavolo

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ITINERARIO 1

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LIBBIANO – MONTERUFOLI – MICCIANO - MONTEGEMOLI
   
 
 
Dove alloggiare
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
     
Partendo da Pomarance e percorrendo la SS 439 si prende il bivio, a sinistra, per Micciano-Libbiano.
Oltrepassato il torrente Trossa, ci dirigiamo in direzione di Libbiano. Lungo la strada è possibile vedere delle
solfatare naturali in località "Le Chiuse di Soppresso".
 
 
Libbiano, antico castello del XIII sec, di proprietà della Badia di Monteverdi, poi della famiglia Cavalcanti e dei Conti Guidi di Volterra, presenta il caratteristico borgo con la chiesa parrocchiale dedicata a Santi Simone e Giuda. In alto sulla rocca vi sono ancora resti delle fondamenta di una chiesa del XIII secolo e di una torre di avvistamento. Immettendosi in direzione di Monterufoli, si entra nell'area demaniale della Comunità Montana Alta Val di Cecina (Riserva naturale di Monterufoli-Caselli) dove non è raro incontrare cinghiali, daini, mufloni e i caratteristici cavalli
monterufolini, molto simili a dei pony, utilizzati anticamente per trasporto dei minerali di rame dalle miniere di Monterufoli e dei "calcedoni" di Monterufoli, utilizzati fin dal '500 dall'Opificio delle Pietre dure di Firenze per il Gran Duca di Toscana. Arrivati in prossimità della villa di Monterufoli, dopo aver percorso circa 6 Km, è possibile una sosta alla fonte per proseguire poi a piedi verso la Villa delle "cento stanze" detta di Monterufoli. La villa settecentesca sorge sulle fondamenta di un antico castello medievale di proprietà, per secoli della famiglia Maffei di Volterra. Qui nel XVII secolo soggiornò il pittore spagnolo Salvator Rosa che si ispirò nelle sue opere pittoriche a questo singolare ed aspro paesaggio.
 

a sinistra veduta di Libbiano

 

 

a destra veduta di Miccano

 
 
Proseguendo lungo la strada, a sinistra, dopo circa 10 Km si arriva a Micciano.
 
Micciano è un altro castello medievale le cui origini si ritrovano fin dal XII secolo. Arroccato su un poggio di gabbro
presenta la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo e sul campanile una campana del 1286.
Interessante è la Pieve di San Giovanni posta fuori del Castello in prossimità di Lungaiano.
 
Tornando sulla strada provinciale prendiamo in direzione di Ponteginori verso la SS 68. Proseguendo in
direzione di Volterra, dopo pochi chilometri si gira verso il castello di Montegemoli.
 

Arroccato su una collina tra il fiume Cecina e il torrente Trossa appartenne ai monaci della Badia di Monteverdi. Fu conteso più volte tra il vescovo e il comune di Volterra per le numerose sorgenti di acqua salata, da cui si estraeva il sale. Montegemoli è un piccolo borgo dalla forma ovale del vecchio castello.
Il territorio circostante presenta le caratteristiche del terreno argilloso di Volterra ed è storicamente importante per le “moie” , le sorgenti di acqua salsa, di cui non si trova più traccia, eccetto una sorgente che porta ancora acqua leggermente salata.
Le mura del castello, come spesso accade da queste parti, sono costituite dalle case del paese.  Splendidamente conservata è la torre , di forma rotonda, alta e slanciata. La parte inferiore di una seconda torre della stessa forma è visibile sul lato meridionale di questo tratto di mura, e si suppone che una terza si fosse trovata all'estremità settentrionale della cinta.
Presenti anche palazzi di fattura signorile con grandi portoni e regolari file di finestre incorniciate da begli stipiti di pietra serena, ovvero i magazzini del grano della Fattoria di Montegemoli . In piazza della Chiesa si trova la Chiesa di San Bartolomeo , nominata nei documenti fin dal 1133. Da quel momento ha subito diverse modificazioni. Nel 1991 e nel 1993 la chiesa è stata restaurata a fondo, riscoprendo le bozze della vecchia costruzione romanica. All'interno è possibile ammirare la tavola della Madonna delle Grazie, pregevole opera della metà del Trecento, restaurata nel 1993, raffigurante la Madonna col Melograno e il Bambino su fondo oro. In precedenza, definita genericamente di scuola senese, l'opera viene ora attribuita a Francesco neri Giuntarini, detto “Francesco Neri” da Volterra. Il piazzale antistante la chiesa venne ricavato dalla parte inferiore di una torre di avvistamento atterrata nel 1831, di cui si riconoscono le mura perimetrali.

 
 
 
Montemoli - veduta panoramica, la chiesa, la torre
testi Jader Spinelli
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